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Comunicato

Approvazione della Legge n. 41 – Regione Calabria "Integrazione e promozione della minoranza romanì" 

La promozione della minoranza romanì dal punto di vista storico-culturale. Un importante passo avanti per il pieno riconoscimento della minoranza romanì.

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Manifesto Romanipè 2.0

“L’esperienza sociale è l'aspetto collettivo di un naturale apprendimento individuale. La comunicazione è educazione nella misura in cui modifica i comportamenti e determina l'apprendimento.” (Raffaele Laporta, L’autoeducazione delle comunità). I partecipanti al corso di formazione “Esperto di sviluppo di comunità” del progetto Romanipè 2.0 (bando APAD) e gli aderenti a Associazione romanì Italia, al termine del percorso formativo hanno elaborato un manifesto, sintesi di una proposta politico-culturale.

I - Una politica per la lingua-cultura romanì: “conoscere e riconoscere"

Riconoscere lo status giuridico di minoranza linguistica

Conoscere e promuovere l’arte, la lingua-cultura romanì e la storia delle comunità romanès. Codificare la lingua romanì, non rigida ma "polinomica", cioè tollerante delle variazioni dialettali, anche in forma scritta.

Costruire una “casa comune” per sostenere i valori dell’identità romanì ed essere un interlocutore autorevole

Rom, una parola («la povertà») non basta

Replica all'articolo del Il fatto quotidiano del 5/12/2015 "Rom, una parola non basta a definire 22 comunità diverse L'articolo pubblicato su Il Fatto quotidiano del 5 dicembre 2017 («Rom, una parola non basta a definire 22 comunità diverse») ha due meriti fondamentali: 1) mette in guardia contro chi sfrutta la questione rom per trarre vantaggi economici; 2) informa un pubblico verosimilmente vasto e non specializzato circa l'indubbia complessità del mondo rom e – aspetto spesso ignorato dai più – il suo antico insediamento in Italia (XIV secolo).

La disinformazione prepara il terreno al pregiudizio e alle scorciatoie del pensiero, come quando – aggiungiamo noi – viene posta dall'opinione pubblica la (frequente e molto discutibile) equivalenza tra "rom" e "romeni" o tra "rom" e "nomadi". Sappiamo quanto le generalizzazioni siano, in qualsiasi contesto, delle mortificazioni, spesso esiziali, della realtà, e come, nello specifico contesto della comunità romanì, contribuiscano a compromettere il già difficile dialogo sociale.

Campagna: "Le parole della romanipè"

Dopo l’approvazione della legge regionale n. 41 della Regione Calabria, Associazione Romanì Italia avvia altra strategica azione “politico-culturale”, e con la collaborazione di Talentraining srl, Centro studi e ricerca-azione Ciliclò, UCRI- Unione delle comunità romanès in Italia, Eugema onlus, ed il contributo di UNAR – Ufficio nazionale Antidiscriminazione Razziale -, promuovono il progetto “Le parole della romanipè”.

Il progetto va nella direzione di contribuire alla costruzione di un nuovo e diverso dibattito pubblico della minoranza romanì, del riconoscimento, politico-giuridico, di un diverso modello di sviluppo degli interventi, in cui la questione culturale sia centrale, per rompere un conformismo delle convinzioni sociali e culturali che alimentano l’antiziganismo.

Per la pubblica opinione, la lingua-cultura romanì è ridotta a pochi tratti superficiali, stereotipi, spettacolari e conflittuali, di facile presa (nomadismo, criminalità, folclore, trasfigurazione letteraria di stampo romantico...). Dilatati espressionisticamente, tali tratti finiscono per occultare gli altri caratteri essenziali. La cultura costruisce identità particolari e collettive, essa aiuta le persone a comprendere l’esistenza e la propria evoluzione. La cultura è l’agente di trasformazione dei nostri paradigmi. Per ridurre il razzismo e l’antiziganismo in Italia, la questione linguistico-culturale deve essere centrale.

La campagna “Le parole della romanipè” si propone di far “conoscere e riconoscere” la minoranza romanì, al fine di liberarla dall’opacità che tradizionalmente l’imprigiona in schemi e rappresentazioni ideologiche ripetitivi e fatali.

Un nuovo modello di sviluppo

Tra i fatti recenti degni di particolare interesse e forieri di prospettive di sviluppo va certamente segnalata una notevole innovazione legislativa, che segna un vero passo in avanti per il pieno riconoscimento della minoranza romanì. Il 19 novembre 2019 il Consiglio regionale della Regione Calabria, con deliberazione n. 436, ha approvato all’unanimità la Legge n. 41 Integrazione e promozione della minoranza romanì, grazie all’iniziativa del consigliere Giuseppe Marrone (Gruppo misto).

 

L’unanimità politica, ottenuta in sede assembleare della Regione Calabria, è il segno di come le scelte dettate dalla competenza, dal buon senso e dall’interesse generale non possano che essere trasversali alle diverse compagini politiche.

 

L’impianto di questa nuova legge regionale è stato posto all’attenzione della politica dall’Associazione Romanì Italia di Pescara, dopo specifiche attività realizzate con la collaborazione delle associazioni LEM Italia di Teramo, Eugema onlus di Bari, Idea rom onlus di Torino, Lav romanò di Cosenza. La stesura della legge è stata affidata a due docenti universitari, Giovanni Agresti (sociolinguista, Université Bordeaux Montaigne e Università di Napoli Federico II) e Carlo Di Marco (giurista, Università degli Studi di Teramo).

 

Questa legge regionale oltre a fondamentali riconoscimenti storico-culturale, finora sostanzialmente negati, istituisce presso la Giunta regionale di Calabria l’Ufficio regionale dell’OTP - Osservatorio territoriale partecipativo e del Garante regionale per i diritti delle comunità romanès calabresi, non di nomina politica.

Adesione

Adesione ad Associazione Romanì Italia anno 2020

invia email a: associazioneromani.italia@gmail.com

 

 

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