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Romanipè 2.0

Fondazione romanì Italia ha avviato la realizzazione di due iniziative. La prima iniziativa è la Scuola estiva di attivismo romanò che sarà realizzata a Cosenza nel mese di luglio 2018 (dal 23 al 28 Luglio). La seconda iniziativa è il corso di formazione professionale "Esperto di sviluppo delle comunità" e sarà realizzato a Pescara nel periodo Maggio/Giugno 2018 e Settembre/Ottobre 2018 con lo sviluppo di n. 8 moduli formativi.

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Scuola estiva attivismo romanò

L’Università della Calabria - Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e Ufficio Speciale Relazioni Internazionali – in collaborazione con la Fondazione Romanì Italia (delegazione Calabria), sono lieti di annunciare la prima edizione della Scuola Estiva “Attivismo e leadership romanì”, che si terrà nel mese di luglio 2018 presso l’Unical. La Scuola Estiva è dedicata alle/agli studenti e attivisti/e rom ed è finalizzata allo sviluppo di alcune competenze essenziali per le comunità romanès. È strutturata in seminari, e laboratori tenuti da docenti, attivisti/e e ricercatori/trici Unical. Ulteriori dettagli saranno divulgati nei prossimi giorni sul sito seguente: www.fondazioneromani.eu Per chiarimenti e informazioni scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: summerschool.romactivism@gmail.com

Rom, una parola («la povertà») non basta a spiegare ogni problema. Ripartiamo dalla Costituzione e dalla legalità

Replica all'articolo del Il fatto quotidiano del 5/12/2015 "Rom, una parola non basta a definire 22 comunità diverse

L'articolo di Carlo Stasolla pubblicato su Il Fatto quotidiano del 5 dicembre 2017 («Rom, una parola non basta a definire 22 comunità diverse») ha due meriti fondamentali: 1) mette in guardia contro chi sfrutta la questione rom per trarre vantaggi economici; 2) informa un pubblico verosimilmente vasto e non specializzato circa l'indubbia complessità del mondo rom e – aspetto spesso ignorato dai più – il suo antico insediamento in Italia (XIV secolo). La disinformazione prepara il terreno al pregiudizio e alle scorciatoie del pensiero,

La linguistica dello sviluppo sociale

In questo nuovo contributo vogliamo tornare a sottolineare l'urgenza di mettere la questione linguistico-culturale al centro del dibattito sulla minoranza romanì. Al netto della sospetta equivalenza tra cultura romanì e cultura nomade – equivalenza in virtù della quale la sfera politica è riuscita nel paradosso di produrre, fino a un recente passato, norme "culturali" per l'organizzazione delle aree di sosta senza occuparsi mai veramente di cultura romanì – tale questione è, in effetti, tradizionalmente marginalizzata, se non del tutto ignorata, dalle classi dirigenti del nostro paese. La spiegazione di questo fenomeno risiede probabilmente nel fatto che la questione linguistica, soprattutto in questo particolare ambito, è ritenuta superficiale o secondaria

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