TORNA SOPRA
 
  • "Interventi pilota per la creazione di tavoli e network di stakeholder coinvolti a diverso titolo con le comunità romanès, al fine di favorire la partecipazione dei Rom alla vita sociale, politica, economica e civica"

Sono iniziate le attività di programmazione del progetto PAL – Piano di Azione Locale –, con l’obiettivo principale di definire delle strategie operative efficaci per la costruzione di piani di azione locale a favore dell’inclusione delle comunità romanès, partendo da 8 città metropolitane: Milano, Genova, Cagliari, Roma, Bari, Napoli, Messina e Catania.

Il progetto si propone di:

  • produrre 8 PAL sperimentali e governarne l’attivazione attraverso stakeholder territoriali

  • diffondere delle linee-guida dedicate presso altri territori ed altri EE. LL.

  • investire sull’autonomia abitativa, la formazione, la salute, il lavoro

L’intervento ruota attorno a tre macroazioni, da cui discendono le attività 

  1. Gestione complessiva del progetto (PM, rapport istituzionali, cabina di regia)

  2. Testing e sperimentazione dei network locali e del network intercittadino

  3. Networking, promozione e diffusione dei risultati

L’approccio interdisciplinare si basa su una pillar strategy che tiene insieme:

  • ricerca-azione

  • pianificazione partecipata

  • capacitazione territoriale

  • comunicazione strategica

    Il progetto è gestito da un’associazione temporanea di impresa tra Consorzio NOVA onlus di Trani, Fondazione Casa della carità di Milano, Associazione 21 Luglio di Roma, Fondazione romanì Italia di Pescara, una partnership che coniuga capacità di gestione complessa con azioni che guardano a processi per aumentarne l’impatto e investimenti generativi (in progettazione ulteriore, in estensione del progetto, etc.), e con la seguente peculiarità:

  • Rete “meticcia”, in grado di rappresentare livelli di complessità elaborativa ed operativa integrabili e complementari

  • Compresenza di saperi mediativi, strategici, di networking

  • Presenza in ulteriori reti con impatto generativo sul medio periodo

  • Esperienza nella gestione di progetti complessi, policentrici, di respiro nazionale e internazionale

 

08 Marzo 2019 ,

Link della broscure in formato pdf - Manifesto Romanipè 2.0

 

"L'esperienza sociale è l'aspetto collettivo di un naturale apprendimento individuale. La comunicazione è educazione nella misura in cui  modifica i comportamenti e determina l'apprendimento." (Raffaele Laporta, L'autoeducazione delle comunità)

I partecipanti al corso di formazione "Esperto di sviluppo di comunità" del progetto Romanipè 2.0 (bando APAD) e gli aderenti a Fondazione romanì Italia, al termine del percorso formativo hanno elaborato un manifesto, sintesi di una proposta politico-culturale per la minoranza romanì.

I. Una politica per la lingua-cultura romanì: "conoscere e riconoscere"
1. Riconoscere lo status giuridico di minoranza linguistica
2. Conoscere e promuovere l'arte, la lingua-cultura romanì e la storia delle comunità romanès. Codificare la lingua romanì, non rigida ma "polinomica", cioè tollerante delle variazioni dialettali, anche in forma scritta.
3. Costruire una "casa comune" per sostenere i valori dell'identità romanì e le specificità culturali, ed essere un interlocutore autorevole di fronte alle Istituzioni

II. Professionalizzazione del dibattito pubblico
1. Convocare il mondo scientifico nella produzione di ricerche qualitative e quantitative
2. Attivare una seria cultura della "valutazione" delle iniziative e rendere pubblico il "come", il "quando" ed il "perché" delle iniziative e delle risorse
3. Concedere la facoltà di auto dichiarare la propria appartenenza ad una minoranza linguistica storica nelle rilevazioni statistiche della popolazione. 

III. nuovo paradigma delle politiche sociali
1. Costruire un nuovo modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès basato su processi con approccio interculturale, politiche finalizzate alla "normalità", "autonomia" e la sinergia tra istituzione, politica, mondo scientifico e comunità di minoranza
2. La legalità come cultura dei diritti esigibili: dalla regolarizzazione dei documenti all'accertamento dei requisiti per l'affermazione dei diritti-doveri e delle tutele
3. "No" alle politiche segreganti, differenziate e di assistenzialismo culturale con approccio multiculturalista
4. "No" a campi nomadi e microaree per sole comunità romanès
5. "No" a sgomberi e sfratti senza soluzioni alternative che umiliano le norme e le persone
6. "Si" al superamento delle politiche abitative segreganti con approccio interculturale, soluzioni diversificate condivise (per esempio modello Housing first).

IV. Processi di sviluppo delle comunità
1. Promuovere l'incontro con le comunità attraverso il linguaggio dell'identità culturale, dell'arte, della bellezza, al fine di costruire un territorio "caldo" sul piano delle relazioni, "dolce" sul piano dell'impatto, "stimolante" sul piano dello scambio culturale. Partendo da quello che accomuna le comunità, creare il contatto comunicativo e scoprire le differenze. (Per esempio progetti e laboratori con approccio di Urban street art)
2. Implementare iniziative di processi di sviluppo delle comunità in cui i concetti di inclusione e di evoluzione culturale, con progettualità integrata, sono i fili conduttori di tutte le azioni. Implementare la formazione di esperti di sviluppo delle comunità.
3. Partecipazione attiva e qualificata delle professionalità espressioni delle comunità romanès, specifica e non esclusiva, nei progetti e processi consultivi e decisionali, laddove per "qualificata" si intende dotata di conoscenze-competenze professionali e requisiti morali.
"Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo, gli uomini si liberano insieme." (Paulo Freire)

Redatto a Pescara il 19 Gennaio 2019

www.fondazioneromani.eu

 

 

 

 

 

21 Gennaio 2019 ,

La crisi d'identità dei ragazzi e delle ragazze rom è sotto gli occhi di tutti. Senza alcuna opportunità di interazione culturale, assistiamo a fenomeni di identificazione extra culturale, dove i bambini ed i giovani rom ogni giorno perdono un pezzo della loro vita e della loro storia, e rischiano di approdare in terreni minati, umilianti sul piano psicologico ed identitario, dove il confine tra consentito e non consentito salta e lascia spazio al nulla, un vuoto in cui penetrano i virus della società.

Per le nuove generazioni rom il fascino che regola la “giusta direzione” non proviene più da un sentire interiore, cioè riflesso da un pregresso culturale, ma la sorgente di attrazione proviene dall'esterno, dai margini della comunità civile, dove fonti di “lavoro” si trovano a “buon prezzo” e dove il solo requisito richiesto è la disperazione alla vita, la pura sopravvivenza.

E’ vero che senza

21 Settembre 2018 ,

ElezioniLa Fondazione romanì Italia querela Matteo Salvini

Il presidente Nazzareno Guarnieri accusa il ministro di istigazione all’odio razziale

Un esposto-querela alla Procura della Repubblica di Pescara per istigazione all’odio razziale. A presentarlo contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, questa mattina, è stato il presidente della Fondazione Romanì Italia, Nazzareno Guarnieri, anche in qualità di persona appartenente alla comunità romanes.

L’iniziativa arriva a pochi giorni dalle frasi shock dell’esponente del Governo in merito all’ipotesi di effettuare un censimento su base etnica delle persone appartenenti alla minoranza romanì in Italia.

Ad indignare il rappresentante della Fondazione e, più in generale, le comunità romanes italiane, è stata in particolare la frase di Matteo Salvini: «i rom italiani, purtroppo, dobbiamo tenerceli».

Ritenendo particolarmente gravi queste affermazioni, soprattutto perché pronunciate da un rappresentante del Governo italiano e non da un semplice cittadino, Guarnieri e la Fondazione che rappresenta hanno deciso di passare all’azione affinché l’esternazione di Salvini non restasse impunita.

Per questa ragione, il presidente questa mattina ha depositato presso la Procura della Repubblica di Pescara un esposto-querela verso il vice presidente del Consiglio.

Il documento è stato redatto con la consulenza dell’avvocato Giulio Calvani di Molfetta, iscritto al foro di Trani.

Nell’esposto-querela, corredato di allegati e link video, sono dettagliatamente testimoniate le frasi del leader della Lega.

«Il senatore Salvini», si legge nell’atto depositato in Procura, «ha scientemente travalicato il limite del legittimo esercizio del diritto di manifestazione del pensiero previsto dall’articolo 21 della Costituzione, annunciando la volontà di procedere con un censimento su base etnica dei “rom” vietato dal nostro ordinamento giuridico e dalle Convenzioni internazionali, cui l’Italia ha aderito, istigando in tal modo alla discriminazione nei confronti della minoranza rom in Italia».

Ed è in proprio in merito a tali dichiarazioni che Nazzareno Guarnieri chiede alla Procura della Repubblica di Pescara - o a quella ritenuta territorialmente competente - di esperire tutti gli accertamenti necessari per valutare se sia ipotizzabile il reato, penalmente perseguibile, di istigazione all’odio razziale.

«A nostro avviso ci sono tutte le condizioni per querelare il ministro», commenta Guarnieri. «In tal caso, chiediamo che si proceda, di conseguenza, nei confronti del soggetto ritenuto responsabile o dei soggetti ritenuti responsabili, anche a titolo di concorso».

Pescara, li 26 giugno 2018

 

26 Giugno 2018 ,

Dopo le dichiarazioni del ministro degli interni Italiano
ancora una volta ... si parla della minoranza romanì solo in termini di illegalità, come se tutte le persone appartenenti alle comunità romanès fossero dei delinquenti.

Ancora una volta ... tutto il dibattito pubblico sulla minoranza romanì è  concentrato sugli aspetti negativi e sviluppato con autoreferenzialità, arrogante ed ignorante, che si nutre esclusivamente di stereotipi e pregiudizi.

Ancora una volta ... creano ad arte "opacità" e "distorsioni" della minoranza romanì, terreno fertile per evitare una corretta diagnosi. Invece una corretta diagnosi prepara ed orienta la terapia.

Ancora una volta ... ignorano tanti onesti cittadini rom ( professori universitari, scrittori, laureati, impiegati comunali, star della tv, graduati delle forze dell’ordine, calciatori, ecc.) che vivono unicamente del proprio lavoro ed in particolare che hanno collaborato in Italia alla conquista della libertà e della democrazia.

Ancora una volta ... questa parte positiva e ampiamente maggioritaria della popolazione romanì non fa notizia ed è oscurata, ma paga duramente la strumentalizzazione e la discriminazione, creando un immenso vantaggio ai delinquenti che sono tali perché delinquono e non perché rom.

Ancora una volta … il tema rom è utilizzato solo ed esclusivamente  per fare propaganda politica, per cercare il consenso politico. Invece basterebbe poco, molto poco, per dare soluzione da una problematica vecchia, molto vecchia, che riserva tutto disagio sulla quotidianità di tanti onesti cittadini italiani, rom, europei ed immigrati.

Ancora una volta giocano con la quotidianità delle persone e delle comunità e non è visibile la volontà di un radicale cambiamento che inizia dal riconoscimento dello status di minoranza linguistico-culturale alla minoranza romanì.Ma anche vero che la retorica sul tema rom non regge più: o siamo capaci di spiegare in modo chiaro il “perché e "in che modo” sviluppare la visione politica strategica connessa con la realtà e rendiamo visibili sia le soluzioni dotati di senso per dare risposte ragionate ai bisogni, sia la valutazione dell'impatto delle azioni, oppure è meglio astenersi dal "ripetere come un mantra" la solita retorica sul tema rom, perché “ogni ripetizione” continua a mistificare la realtà.Superare la solita retorica sul tema rom e declinare processi di sviluppo delle comunità in cui la diversità culturale non sia solo un simulacro dei tempi passati, ma una risorsa, tanto per il soggetto quando per la comunità.

Fatti concreti, non parole.
 

Il 30 giugno ed il 1° luglio a Pescara si svolgerà il corso di formazione di "Esperto di sviluppo delle comunità", promosso da Fondazione romanì Italia, da Social Hub scral e da Talentraining srl, a cui parteciperanno tanti cittadini rom con un positivo percorso di studi e di integrazione.Questa iniziativa è finalizzata alla formazione professionale che permetta di promuovere e di realizzare processi di sviluppo delle comunità, in un'ottica di radicale cambiamento rispetto al passato.Informazioni:

 

 

21 Giugno 2018 ,

Relazione di Nazzareno Guarnieri (Fondazione romanì Italia) al convegno “Riconoscimento, tutela e promozione delle comunità romanès in Italia. Quali azioni promuovere?” - Biblioteca del Senato -Roma, 20 febbraio 2018

Conoscere e riconoscere: due momenti di un unico movimento virtuoso

Nel nutrito corpus delle leggi regionali degli anni ’80 per le comunità romanès la costante più significativa è l'equivalenza tra “cultura rom” e “nomadismo” e si lega a un'errata denominazione e rappresentazione etnica, che ha condizionato la stesura dei testi normativi e giustificato politiche differenziate e di assistenzialismo culturale.

Tale equivalenza ha portato a ridurre i testi normativi delle leggi regionali alla salvaguardia della cultura rom con la tutela del diritto al campo nomadi. Una interpretazione culturale sbagliata.

Guardando retrospettivamente al corpus di leggi regionali per le comunità romanès, è evidente che esso abbia più che altro contribuito a cristallizzare un'idea (deformata) della minoranza romanì rendendola sempre più opaca e impermeabile alla dialettica sociale e culturale.

La minoranza linguistica romanì è poca o mal conosciuta, quello che l’opinione pubblica conosce è generalmente un insieme di luoghi comuni, quasi sempre negativi, poco o nulla si sa o si sente dire circa la lingua-cultura romanì, identificata con una generica “cultura nomade”.

21 Febbraio 2018 ,

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